Quando ho pensato a questo progetto mi trovavo all’università, cosa ridete? Mi sono messo a studiare tardi, allora? 😊
Comunque mi trovavo nel laboratorio di modellazione e l’argomento in questione era l’ergonomia. Sono sempre partito dal presupposto che la progettazione parta da un bisogno personale ed in quel periodo mio figlio Francesco aveva 2 anni e mezzo ed io ero in quella fase di delirio paterno in cui un uomo pensa di poter essere un padre speciale ed unico, quindi la mia concentrazione su Francesco e sull’essere un buon padre era alle stelle (non che ora non lo sia).

Spesso si commette l’errore di credere che il figlio segua le sue stesse passioni del padre e dal momento che ho sempre avuto un debole per lo skate. Ho vissuto il boom in Italia negli anni 90 quando ero un adolescente, ho pensato che la cosa più importante da trasmettere a mio figlio fosse la consapevolezza del proprio corpo ed in particolare l’equilibrio.

Così unisco l’utile all’utile e mi metto a progettare qualche cosa che servirà a mio figlio e se sarò fortunato a passare quell’esame di progettazione.
Obiettivo: progettare una balance bike di legno con licenza Creative Commons BY – NC – SA, ridurre al minimo i pezzi per contenere il costo e semplificare il progetto perché nel mio folle piano l’idea era che chiunque potesse scaricare il progetto e costruirselo da sé con una fresa CNC in perfetto stile digital fabrication o con mezzi più tradizionali, il tutto corredato da un libretto di istruzioni di montaggio stile IKEA.

La cosa divertente è che nel tentativo di farsi le cose ed essere autarchici spesso ci si accorge che così autonomi non si è. A volte non si hanno tutte le competenze che servirebbero per sviluppare quella idea, così preso un po’ dall’incertezza mostro le prime bozze a mio suocero Vittorio, uno pratico, uno che si sporca le mani e subito nota alcune debolezze e mi suggerisce delle soluzioni più stabili. Inizia così una collaborazione che da i sui frutti sia dal punto di vista progettuale che da quello umano (non che ne avessimo bisogno, ma anche questo è un aspetto della progettazione, forse il più interessante).

A progetto terminato Francesco con quella bicicletta ha imparato l’equilibrio ed è passato dalla balance bike alla bicicletta tradizionale bypassando le classiche rotelle correttive. Io ho passato egregiamente l’esame ed ho reso il progetto disponibile a chiunque (lo trovate qui sul sito). Da allora sono diverse le persone che mi hanno contattato per replicare il progetto e chiedermi qualche consiglio ed alcuni di loro mi hanno inviato le foto della bicicletta finita. Obiettivo raggiunto in pieno mi sono detto.

Ma le soddisfazioni non finiscono qui e qualche tempo fa vengo contattato da un certo KIRIAKOS IOSIFIDIS un greco che ha in mente di pubblicare un libro sulle biciclette di legno più interessanti che ha trovato in giro per il mondo e nel web. Vuole inserire il mio progetto che ha visto su Behance nella sezione balance bike.
Ovviamente lo ringrazio, accetto e gli invio il materiale che mi chiede. Dopo qualche mese mi invia la pagina che mi avrebbero dedicato per eventuali correzioni e dopo l’approvazione finale ci salutiamo con la promessa di sentirci a libro pubblicato.

E dopo tanta attesa il libro è arrivato: un tomo di 265 pagine pieno di progetti di una bellezza unica, a pagina 238 nel sezione balance bike c’è DUDE il mio progetto. il libro dal titolo The Wooden Bicycle: Around the World ora è in vendita su Amazon.

Grazie Vittorio, grazie KIRIAKOS IOSIFIDIS.

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